Englaro returns

14 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 18:16
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Il signor Englaro è tornato a parlare e a far parlare di sè. Come da copione, aggiungo. Aveva detto che avrebbe taciuto e che voleva essere lasciato in pace: alzi la mano chi ci ha creduto anche solo per un istante. Chi ha abilmente gestito, e tutt'ora gestisce, l'Englaro pubblico, di tutto ha bisogno tranne che di un Englaro che torna nell'anonimato. Calato il sipario su Eluana, ora c'è da combattere per l'Uomo. E scusate se è poco. Ecco perchè non sono affatto sopreso delle ultime sortite di Englaro. Infastidito, questo sì, e parecchio anche, ma non sorpreso. Di lavoro da fare ce n'è ancora tanto, figuriamoci se la lobby pro eutanasia avrebbe rinunciato senza batter ciglio a uno come Englaro. Intendiamoci, non che la cosa mi tocchi più di tanto, anzi. Con o senza Englaro, credo infatti che anche stavolta, come per la legge 40, lorsignori prenderanno una sonora batosta. Quando ci sarà il referendum contro la legge sul testamento biologico, perchè tanto un referendum ci sarà, il signor Englaro e i fautori dell'introduzione dell'eutanasia in Italia vedranno che esiste un paese realedistante anni luce dalle loro lugubri e grottesche visioni. E insieme a loro sene accorgeranno anche i grandi media, che oggi come allora cavalcano la tigre laicista, immemori della legnata presa (o forse perchè ancora rosicano) e incuranti di ciò che vive e sente il paese reale. L'ultimo esempio, in ordine di tempo, della distanza siderale che separa la rappresentazione della realtà propinata dai grandi media dalla realtàvera, ce l'ha offerto il festival di Sanremo. Dove al secondo posto, e dopo aver intascato, somma ironia, il premio della sala stampa, s'èpiazzato quel Povia mediaticamente massacrato per settimane solo per aver osato scrivere una canzone senza l'imprimatur dell'arcigay. Matant'è, è noto che il sol dell'avvenire acceca menti e cuori, e non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.